PSICOSOMATICA E SVILUPPO SPIRITUALE

La Medicina Psicosomatica, come si evince dall’etimologia del termine psicosomatico (dal greco psiche [ψυχή] “anima” e soma [Σώμα] “corpo”), è la dottrina medica che indaga le relazioni che intercorrono tra le funzioni corporee e le emozioni, secondo il principio che la mente e il corpo costituiscono un’unità e su tale principio si fondano anche i metodi terapeutici.

Tale concezione diagnostico-terapeutica non è affatto nuova anche se risulta impresa ardua stabilirne l’inizio. Nell’Antico Egitto e nell’Antica Grecia esisteva la figura del medico-sacerdote, il quale nel curare non poteva trascurare gli aspetti spirituali dell’essere umano in relazione al suo macrocosmo. Ai tempi della scuola di Crotone del 5° – 4° secolo a.C. il grande medico, filosofo e matematico Pitagora, ricercava le analogie tra l’uomo e l’universo, tra microcosmo e macrocosmo, e concettualizzava la malattia come una rottura dell’equilibrio dell’organismo legata alla “perduta armonia” tra queste due forze. In base a quest’ottica, la cura non poteva limitarsi alla sola scomparsa dei sintomi, che tra l’altro erano interpretati come segnali utili per capire compiutamente il problema, ma doveva tentare di recuperare il rapporto tra microcosmo e macrocosmo al fine di ricostruire l’armonia perduta, ritenuta la vera fonte di salute. Anche quello che è considerato il più celebre medico dell’antichità, Ippocrate, proponeva una visione psicosomatica della malattia: nella sua medicina umorale attribuiva l’insorgenza della malattia ad uno squilibrio tra gli umori del corpo.

Agli inizi del ‘900, grazie al contributo dei tre maggiori esponenti della psicanalisi: Sigmund Freud, Alfred Adler e Carl Gustav Jung, il mondo scientifico si è deciso ad ammettere che l’anima agisce sul corpo, e dell’anima soprattutto quella parte che è detta inconscio, la quale è in diretto rapporto con i fondamentali bisogni fisiologici dell’essere, con l’istinto nutritivo, il riproduttivo l’istinto di difesa e offesa, col desiderio impetuoso di vivere e imporsi ai propri simili. Così l’attenzione si è rivolta ai fattori emotivi che sono risultati cointeressati negli scompensi somatici.

In ogni caso, alla base del fenomeno psicosomatico vi è sempre il processo dell’attenzione prolungata, cioè della meditazione che fissa la mente troppo a lungo su un’immagine, su un fatto, una persona, una situazione fino a farne un’auto-tortura e autosuggestione che muovono i meccanismi psicosomatici produttori di disturbi e malattie.

Per questa ragione per ottenere la guarigione completa di tutto il composto umano non è sufficiente avvalersi dei mezzi terapeutici convenzionali, ma dobbiamo tenere in considerazione lo sviluppo dei poteri della mente, la sua purificazione, l’autocontrollo, la trasmutazione qualitativa dell’Io composto di spirito, anima ed eros.

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