LA MEDITAZIONE ARCHEOSOFICA

La meditazione è la concentrazione intensa e prolungata su di un’unica cosa, senza alcuna distrazione di sorta, senza guardare mentalmente un altro oggetto, né idee o concetti astratti diversi da ciò che si sta meditando. Il meditante esperto può protrarre questo flusso continuo di attenzione  da alcuni minuti  fino a varie ore consecutive.

La meditazione è importante perché, quando è perfetta, opera un cambiamento nella sostanza stessa della mente, dalla quale scaturisce una corrente di idee e intuizioni legate all’oggetto da meditare, fino a conoscerlo in modo totale e completo. Essa ha un effetto modellante sulla coscienza.

Tutte le cose che ci attraggono, oppure che ci preoccupano, ci conducono fatalmente ad una sorta di meditazione, seppure imperfetta, ma ne siamo consapevoli solo parzialmente. Tuttavia essa ci modella. Ad esempio, se guardo sempre le stelle farò l’astronomo, ma se guardo sempre la terra probabilmente farò il contadino e quindi il destino dell’individuo dipende dagli oggetti su cui pone la sua attenzione, dalle idee su cui si struttura la propria mentalità; ecco che imparare a fare una sana e cosciente meditazione vuol dire conoscersi più a fondo, vuol dire conquistarsi una mente super attenta, significa in definitiva poter impugnare il proprio destino, farsi modellare da ciò che scegliamo.

La meditazione è una delle facoltà della coscienza umana: anche l’atto di frugare nella memoria per ricordare qualcosa che interessa, escludendo qualsiasi altro pensiero, è un’azione della mente in stato di meditazione. Tutti possono meditare, ma in genere rimane difficile perché manca il dominio interiore. Sappiamo bene infatti che la natura della mente è instabile, mutevole, legata ad un respiro superficiale e vario, che disperde ogni contenuto che vogliamo darle. Da qui la necessità di rieducarla e ridiventarne padroni, usando i metodi tradizionali più sicuri ed efficaci che propone Archeosofica per il controllo del corpo, del respiro, per l’educazione dell’attenzione, per lo sviluppo dell’intensità della concentrazione mentale.

La meditazione allora può diventare un flusso di pensiero concentrato su di un simbolo, un organo fisico, un centro di forza, Dio stesso.

Con la meditazione profonda si ha infine la Contemplazione, la realizzazione di un nuovo stato della mente superiore che ha finalmente ottenuto la perfezione di uno specchio.

Usando il linguaggio degli alchimisti, potremmo dire che noi tutti possiamo diventare un vero e proprio laboratorio scientifico, in cui noi stessi (e non altri) siamo anche lo sperimentatore, e siamo anche gli strumenti di lavoro, e non basta: siamo pure la materia prima su cui lavorare, ed infine il fuoco che la cuoce e la fa trasformare; fuoco che non è altro che l’attenzione e la volontà d’amore.

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