IL LATO NASCOSTO DELLA MUSICA

In questo incontro parliamo di musica, perché molti studi, e la nostra stessa esperienza attestano che essa ha un potere enorme sull’anima ed il corpo umano.
Ogni persona predilige uno o più tipi di musica che sono affini con la propria personalità; l’animo si rilassa e si apre, con una musica dolce, rilassante, o viceversa si eccita e si sente più vivo con un ritmo più veloce.
Se sono triste a volte può bastare l’ascolto di un brano musicale divertente per cambiare stato d’animo e tornare sereno. Ho una reazione diversa a seconda del tipo di musica, ma in entrambi i casi uso la musica per dare amplificazione ai miei sentimenti, riversarli fuori di me, nell’ambiente, o a volte, quando sono spiacevoli, me li ripresento nello sforzo quasi di esorcizzarli. Perché non dobbiamo dimenticare che non vi è solo musica d’amore, spensieratezza, vi è anche musica che richiama tristezza, violenza, volgarità sessuale, sentimenti che sono spiacevoli e affliggono e che vorremmo inconsciamente trarre fuori da noi stessi per lasciarli andare via.
La nostra musica, ossia quella che prediligiamo e ascoltiamo di più, ci stimola perché ci somiglia, è come se ogni volta che l’ascolto essa pigiasse in me un tasto ben preciso, e nello schermo della mia coscienza emergono immagini, sensazioni, ricordi, impulsi ad agire.
In fin dei conti incrementa le caratteristiche della personalità, quelle che già ci sono, con l’effetto positivo che ci aiuta ad avere coscienza maggiore dei propri impulsi e desideri. Questo concetto assume grande importanza soprattutto per chi mira ad un auto superamento, ad andare oltre i propri limiti.
A questo punto però urge mettere in evidenza un altro punto di vista, portato avanti nei secoli da personaggi straordinari di cui conosciamo solo alcuni nomi, quali un Ermete Trismegisto, Pitagora, Platone, i quali dicono qualcosa di diametralmente opposto.
Vi è una Tradizione che afferma che, proprio per la sua potenza, la musica può essere usata per andare oltre se stessi e conquistarsi la libertà interiore; se composta e suonata seguendo ben precisi canoni archeosofici, aiuta a sviluppare la volontà, l’attenzione, la forza del sentimento, le aspirazioni più elevate, per superare i propri limiti, addirittura percepire l’attrazione che la propria anima prova per il suo Creatore, aspirazione ardente soffocata dalle necessità della vita ordinaria.
La musica esoterica aiuta a percepire nettamente di essere un se stesso più vero, che è antecedente, quel se stesso che viene prima dei vari condizionamenti e quindi può ritrovare dentro di se una maggiore libertà interiore rispetto al momento presente. Questo fu lo scopo per cui fu sviluppata la musica nelle antiche età. Già Platone considerava una decadenza il fatto che cominciasse a venir usata per passatempo e diletto.

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