KABBALAH: LA TRADIZIONE SEGRETA D’ ISRAELE

Kabbalah vuol dire “tradizione ricevuta”, ed è universalmente riconosciuta come l’interpretazione esoterica della Bibbia.
Si suole riconoscere in Abrahamo il padre della Kabbalà, ma fondamentale importanza riveste naturalmente Il grande Iniziato Mosè, il quale, dopo aver realizzato tutti i Misteri del culto egizio, di cui divenne massimo sacerdote, ottenne una Rivelazione nuova. Così egli creò appositamente sia una nuova lingua sacra, l’Ebraico, che un popolo, cui trasmettere la sua sapienza perché la custodisse.
Le lettere create da Mosè sono anche numeri, e geroglifici che servono per comprendere la Saggezza dall’Alto, ed agire sul mondo interiore dell’anima, su quello fisico del corpo, e su quello angelico. Ogni versetto dei cinque libri di Mosè racchiude più significati nascosti, e la concentrazione mentale e la meditazione su questi archetipi conduce ad una vera e propria esperienza e conoscenza mistica dell’universo e delle Energie divine.
L’interpretazione kabbalistica dei libri di Mosè accende una luce fortissima per comprendere fin dove è possibile il “problema” del male, la natura di Dio, degli angeli, dell’anima umana; come è avvenuta la Creazione, il modo in cui occultamente la Presenza di Dio penetra ogni cosa, ed opera dentro le Sue Creature, la reincarnazione, la Preghiera in senso esoterico, l’azione del Messia, la Resurrezione finale.
Queste dottrine furono custodite dalla Fratellanza Iniziatica degli Esseni, al tempo di Gesù Cristo e degli Apostoli, e ad essi la trasmisero. Esse quindi fanno parte della parte più intima del Cristianesimo, la quale ha il compito di spiegare ciò che rimane misterioso, e scoprire cosa si cela dietro al velo dei dogmi, spesso apparentemente incomprensibili; ciò è naturale in quanto il Cristo, pur portando una nuova Rivelazione, non ha rinnegato la Tradizione Biblica kabbalistica, ed egli stesso e alcuni Apostoli erano iniziati Esseni. Lo stesso San Paolo fu kabbalista, allievo del famoso Rabbi Gamaliele, e fu convertito al Cristianesimo durante una visione mistica suscitata dalle meravigliose pratiche meditative kabbalistiche.
Durante i primi due secoli del Cristianesimo nascente vi erano molti discepoli esoterici che conoscevano e utilizzavano nel segreto la Kabbalah insegnata dal Cristo, ma con il tempo e le persecuzioni, questi individui sparirono e con essi l’interpretazione esoterica dei Vangeli e la dottrina più intima.
Dopo secoli di oblio, la Kabbalà tornò in auge a partire dal Medioevo e Rinascimento fino ad oggi, grazie a validi ricercatori che hanno studiato la Kabbalah, per poter risalire alla conoscenza delle leggi eterne ed all’esperienza di Luce ed Amore data dalla Divina Presenza: si parla dell’Alchimista Raimondo Lullo, Pico della Mirandola, Cornelius Agrippa, Paracelso, Robert Fludd e tanti altri.
Oggi Archeosofica utilizza di nuovo in modo chiaro le conoscenze Kabbalistiche proponendo una visione integrale del Cristianesimo, essoterica ed esoterica, come ai tempi dei primi Apostoli.

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